Dea Fortuna – 5820.X C.I.L.


TESTO

FORTUNAE
SACRUM
VOTO
SUSCEPTO
C. CALLAEUS
SECURUS

dea fortuna
E’ incisa a caratteri tardi sul lato anteriore di una basetta, murata sulla porta di Palazzo De Andreis
Il gentilizio Callaeus non è nuovo a Ferentino: un C. Callaeus Aprilis è nominato in un frammento sepolcrale ed un C. Callaeus Cordus in una iscrizione tombale.
L’iscrizione, nota fin dal secolo XVI, non si sa donde provenga. Non è da tenere in conto l’asserzione di Marianna Dionigi la quale la dice proveniente dal monte Radicino. La basetta di donario non costituisce la prova dell’esistenza di un tempio della Fortuna: essa può appartenere anche a culto privato.
Comunque non è da accettare l’identificazione proposta dalla Dionigi: che i ruderi che essa vide sulla sommità del monte Radicino siano i resti del presunto tempio della Fortuna. La pianta, che la Dionigi stessa fece rilevare non è affatto la pianta di un tempio.
(Cfr. Ferentino – Studi e ricerche – Monumenti e memorie, Comune di Ferentino, 1966, pp. 17, 18, 38. La monografia riporta gli scritti del Prof. Alfonso Bartoli della Pontificia Accademia Romana di Archeologia).

TRADUZIONE

Voto sacro alla dea Fortuna.
Calo Securo per il voto da
lui fatto.