SI TE GRATA QVIES ET PRIMAM SOMNVS IN HORAM DELECTAT,
SI TE PVLVIS STREPITVSQUE ROTARVM, SI LAEDIT CAVPONA,
FERENTINVM IRE IVBEBO;
NAM NEQVE DIVITIBVS CONTINGVNT GAVDIA SOLIS …
(Orazio – Epistularum Liber I, 17, vv. 6-9)
SI TE GRATA QVIES ET PRIMAM SOMNVS IN HORAM DELECTAT,
SI TE PVLVIS STREPITVSQUE ROTARVM, SI LAEDIT CAVPONA,
FERENTINVM IRE IVBEBO;
NAM NEQVE DIVITIBVS CONTINGVNT GAVDIA SOLIS …
(Orazio – Epistularum Liber I, 17, vv. 6-9)

Porta Santa Croce

Porta Santa Croce
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Ad est della Città, nella prima cerchia delle mura, In corrispondenza della porta di sortita della cittadella, detta Grottapara, esistono i ruderi di una porta, gemella a quella di porta Casamari, ma di dimensioni più ridotte: Porta S. Croce, del I secolo a.C.
In origine, era costituita da due archi, come quella parallela di via Casamari: uno di essi fu abbattuto, non molto tempo fa, per dare spazio alla via della Circonvallazione. E’ tipica porta di difesa romana, come Porta Casamari o Maggiore. Non si conosce il motivo del nome, nè si sa se esso abbia qualche attinenza con quelli che si riscontrano a Veroli: Porta Santa Croce, Borgo Santa Croce, Chiesa di Santa Croce, Palazzo di Santa Croce.
E’ indiscusso che detta Porta sia orientata verso Veroli e che da essa, appunto, partiva la strada che, col percorso più breve, passando per Tecchiena, univa direttamente le due città. Il nome della porta, comunque, è certamente medievale, come medievale è la costruzione a doppio arco di Porta Santa Croce di Veroli.