Palazzo Giorgi – Roffi Isabelli


Il Palazzo Giorgi – Roffi Isabelli è stata la prima sede della Scuola Umanistica Ferentinate detta Filetica, costruita a seguito del lascito che il grande umanista Martino Filetico (1430-90), fece a favore di fanciulli poveri di Ferentino affinché la frequentassero gratuitamente. Successivamente, nel 1600, la Scuola Filetica si spostò nei locali molto più ampi attigui alla Chiesa di San Francesco, ancora oggi sede del prestigioso istituto.
Nel 1824 in suddetto palazzo nacque Alfonso Giorgi, illustre ferentinate, che fu Cameriere Segreto di Spada e Cappa di Pio IX, per quattro volte Gonfaloniere di Ferentino nonchè Sindaco dopo l’Unità d’Italia. L’attuale sistemazione è tipica delle abitazioni neoclassiche di fine XVIII inizio XIX secolo.
La facciata sud-est del Palazzo Giorgi – Roffi Isabelli (in prossimità del muro situato in Via Ierone), incorpora per 25 metri un muro di opera poligonale. Costruito in blocchi di calcare, disposti su filari orizzontali, si conserva per 6 metri di altezza fino ad 11 filari soprapposti. All’interno di detto tratto murario sono visibili alcune strutture (mensole) riconducibili al XIII secolo. Alla base del muraglione esistono 2 vani (l’uno esplorato, l’altro ancora da scavare) di cui si hanno notizie da appunti e schizzi di Alfonso Giorgi e da una relazione di uno storico locale – Filippo Bono – del 1878, nella quale quest’ultimo riferisce di due grandi arcate in pietra all’interno delle quali si trovano le due stanze costruite in epoca romana in travertino. Esse vengono definite Cripte Mortuarie e potevano anticamente appartenere al sovrastante grandioso fabbricato di proprietà di un "soggetto consolare". In dette stanze furono ritrovati resti di vasi lacrimatori di cui purtroppo si sono perse le tracce.
Dalla scala principale si accede direttamente alla Sala Gialla, distrutta in parte dai bombardamenti del 1944, sulle cui pareti campeggiavano Trionfi di divinità analoghi a quelli di Bacco e Cerere del successivo Salotto Verde.
La parte principale della decorazione è la Galleria degli Dei che si affaccia su Via Consolare. Essa è arricchita da statue dorate rappresentanti gli dei dell’Olimpo in una architettura di colonne e tendaggi, mentre riquadri policromi con Ebe e Ganimede occupano i due spazi sovrastanti la porta. Nell’archivio Giorgi – Roffi Isabelli non sono state rinvenute deleghe di incarichi o fatture di pagamento per le varie decorazioni e pitture che – realizzate parte a tempera e parte a fresco – appaiono databili, come i soffitti a cassettoni, tra la fine del XVIII e i primi del XIX secolo e per decorazione e stile sono analoghi alla pittura ottocentesca napoletana.
In queste sale il mobilio ha un fascino particolare; si ammirano antichi pianoforti, tavoli, sedie e divani anni settecento e ottocento, lampade e tende in stile. Il tutto camminando su un pavimento a piastrelle quadrate bicolori del 1500.
All’angolo più esterno, emerge una cappella con tanto di altare consacrato.
Dell’attuale Cappella del Palazzo non esistono precise notizie in merito alla dedicazione. Certo è che esisteva un Oratorio privato in casa Giorgi, poiché Bolle papali di Pio IX del 1870 e di Pio X del 1905 attestano l’esistenza della cappella. Il documento più antico si riferisce alla supplica di Alfonso Giorgi al Vescovo dell’epoca per la celebrazione della messa in casa (8 aprile 1870). La più recente è la testimonianza del Canonico Zeppa di Ferentino che celebra messa in sacello privato familiae Roffi Isabelli Ferentinae Civitatae, del 26 settembre 1920.

Sito ufficiale Palazzo Giorgi-Roffi Isabelli

Palazzo Giorgi - Roffi Isabelli

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

Palazzo Giorgi-Roffi Isabelli 41.692142, 13.256196 Il Palazzo Giorgi – Roffi Isabelli è stata la prima sede della Scuola Umanistica Ferentinate detta Filetica, costruita a seguito del lascito che il grande umanista Martino Filetico (1430-90), fece a favore di fanciulli poveri di Ferentino affinché la frequentassero gratuitamente. Successivamente, nel 1600, la Scuola Filetica si spostò nei locali molto più ampi attigui alla Chiesa di San Francesco, ancora oggi sede del prestigioso istituto. Nel 1824 in suddetto palazzo nacque Alfonso Giorgi, illustre ferentinate, che fu Cameriere Segreto di Spada e Cappa di Pio IX, per quattro volte Gonfaloniere di Ferentino nonchè Sindaco dopo l\'Unità d\'Italia. L\'attuale sistemazione è tipica delle abitazioni neoclassiche di fine XVIII inizio XIX secolo. La facciata sud-est del Palazzo Giorgi - Roffi Isabelli (in prossimità del muro situato in Via Ierone), incorpora per 25 metri un muro di opera poligonale. Costruito in blocchi di calcare, disposti su filari orizzontali, si conserva per 6 metri di altezza fino ad 11 filari soprapposti. All\'interno di detto tratto murario sono visibili alcune strutture (mensole) riconducibili al XIII secolo. Alla base del muraglione esistono 2 vani (l\'uno esplorato, l\'altro ancora da scavare) di cui si hanno notizie da appunti e schizzi di Alfonso Giorgi e da una relazione di uno storico locale - Filippo Bono - del 1878, nella quale quest\'ultimo riferisce di due grandi arcate in pietra all\'interno delle quali si trovano le due stanze costruite in epoca romana in travertino. Esse vengono definite Cripte Mortuarie e potevano anticamente appartenere al sovrastante grandioso fabbricato di proprietà di un "soggetto consolare". In dette stanze furono ritrovati resti di vasi lacrimatori di cui purtroppo si sono perse le tracce. Dalla scala principale si accede direttamente alla Sala Gialla, distrutta in parte dai bombardamenti del 1944, sulle cui pareti campeggiavano Trionfi di divinità analoghi a quelli di Bacco e Cerere del successivo Salotto Verde. La parte principale della decorazione è la Galleria degli Dei che si affaccia su Via Consolare. Essa è arricchita da statue dorate rappresentanti gli dei dell\'Olimpo in una architettura di colonne e tendaggi, mentre riquadri policromi con Ebe e Ganimede occupano i due spazi sovrastanti la porta. Nell\'archivio Giorgi – Roffi Isabelli non sono state rinvenute deleghe di incarichi o fatture di pagamento per le varie decorazioni e pitture che - realizzate parte a tempera e parte a fresco - appaiono databili, come i soffitti a cassettoni, tra la fine del XVIII e i primi del XIX secolo e per decorazione e stile sono analoghi alla pittura ottocentesca napoletana. In queste sale il mobilio ha un fascino particolare; si ammirano antichi pianoforti, tavoli, sedie e divani anni settecento e ottocento, lampade e tende in stile. Il tutto camminando su un pavimento a piastrelle quadrate bicolori del 1500. All\'angolo più esterno, emerge una cappella con tanto di altare consacrato. Dell\'attuale Cappella del Palazzo non esistono precise notizie in merito alla dedicazione. Certo è che esisteva un Oratorio privato in casa Giorgi, poiché Bolle papali di Pio IX del 1870 e di Pio X del 1905 attestano l\'esistenza della cappella. Il documento più antico si riferisce alla supplica di Alfonso Giorgi al Vescovo dell\'epoca per la celebrazione della messa in casa (8 aprile 1870). La più recente è la testimonianza del Canonico Zeppa di Ferentino che celebra messa in sacello privato familiae Roffi Isabelli Ferentinae Civitatae, del 26 settembre 1920. Sito ufficiale Palazzo Giorgi-Roffi Isabelli (Indicazioni stradali)