Mercato Romano


Questo edificio risalente all’epoca sillana (II – I sec. a.C) è in opus incertum ed è contemporaneo al rinnovamento dell’Acropoli; il suo piano, infatti, è 12 metri più basso della spianata.
È parte integrante del piano urbanistico attuato dai censori Marco Lollio ed Aulo Irzio per l’assetto monumentale della città alta; infatti, è perfettamente inserito nel tessuto murario dell’Acropoli e sottolinea la volontà dei due censori di esaltare il valore monumentale ed urbanistico di Ferentino.
È uno dei primissimi modelli di aule fiancheggiate da botteghe, in modo da soddisfare esigenze funzionali connesse con le attività commerciali.
La sua pianta è molto semplice: metà dell’area è destinata alla sala e l’altra metà alle botteghe anch’esse coperte da volte a botte. L’arcone di ingresso, che si apre su una parete in opus quadratum, dà luce a tutto l’ambiente ed è alto circa più di 7 metri.
Esso è costruito in conci radiali di calcare disposti in modo da formare una strombatura accentuata verso est che consente alla luce solare di penetrare fin dalle prime ore del mattino illuminandolo nella zona più interna. L’aula è lunga 24 m.; a destra dell’arcone di ingresso si aprono 5 fornici con la stessa copertura della sala ma con dimensioni diverse. Detto mercato può configurarsi come il prototipo dello schema che sarà tipico di questo genere di costruzioni fino all’esempio più complesso dei Mercati Traianei a Roma (II sec. d.C).
Può, dunque, configurarsi come una via tecta (strada coperta), prototipo del più tardo mercato di Tivoli che il Boethius data posteriormente a quello di Ferentino, ossia alla metà del I sec. a.C circa e che riprende, sia per l’impianto architettonico che per quello urbanistico, il mercato ferentinate.
Mercato Romano

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Mercato Romano 41.693746, 13.257295 Questo edificio risalente all’epoca sillana (II - I sec. a.C) è in opus incertum ed è contemporaneo al rinnovamento dell’Acropoli; il suo piano, infatti, è 12 metri più basso della spianata. È parte integrante del piano urbanistico attuato dai censori Marco Lollio ed Aulo Irzio per l’assetto monumentale della città alta; infatti, è perfettamente inserito nel tessuto murario dell’Acropoli e sottolinea la volontà dei due censori di esaltare il valore monumentale ed urbanistico di Ferentino. È uno dei primissimi modelli di aule fiancheggiate da botteghe, in modo da soddisfare esigenze funzionali connesse con le attività commerciali. La sua pianta è molto semplice: metà dell’area è destinata alla sala e l’altra metà alle botteghe anch’esse coperte da volte a botte. L’arcone di ingresso, che si apre su una parete in opus quadratum, dà luce a tutto l’ambiente ed è alto circa più di 7 metri. Esso è costruito in conci radiali di calcare disposti in modo da formare una strombatura accentuata verso est che consente alla luce solare di penetrare fin dalle prime ore del mattino illuminandolo nella zona più interna. L’aula è lunga 24 m.; a destra dell’arcone di ingresso si aprono 5 fornici con la stessa copertura della sala ma con dimensioni diverse. Detto mercato può configurarsi come il prototipo dello schema che sarà tipico di questo genere di costruzioni fino all’esempio più complesso dei Mercati Traianei a Roma (II sec. d.C). Può, dunque, configurarsi come una via tecta (strada coperta), prototipo del più tardo mercato di Tivoli che il Boethius data posteriormente a quello di Ferentino, ossia alla metà del I sec. a.C circa e che riprende, sia per l’impianto architettonico che per quello urbanistico, il mercato ferentinate. (Indicazioni stradali)