Federico II


Federico II
Il suo nome è legato a quello di Ferentino in quanto nel 1223 si tenne un congresso tra l’Imperatore di Svevia, Papa Onorio III e il Re di Gerusalemme Giovanni di Brienne nella Cattedrale per discutere la situazione in Terra Santa e prendere accordi per la crociata. Nella stessa basilica cattedrale fu deciso il matrimonio dell’imperatore (rimasto vedovo di Costanza D’Aragona) con Jolanda, figlia di Giovanni di Brienne. Come testimonianza, sul portale della sagrestia della cattedrale sono presenti le testine di Federico II e del suocero con l’effige della civetta, simbolo di un corretto uso del potere.
Anche nell’Abbazia di Santa Maria Maggiore, nel portale laterale sinistro è presente una testina dell’Imperatore di Svevia che sostenne i restauri della suddetta abbazia e per questo la sua munificenza fu ripagata con l’inserimento della testina.
La personalità dello stupor mundi è una delle più complesse della storia.
Nato da padre tedesco e da madre normanna, egli ebbe la fierezza, la durezza e l’alterigia della razza germanica e l’ardire, lo spirito d’iniziativa e il temperamento avventuroso dei Normanni; cresciuto in Italia, fra gente di stirpe latina, greca ed araba, ebbe degli Italiani il senso pratico e positivo, dei Greci la scaltrezza e l’istinto della dissimulazione, degli Arabi la sensualità.
Vissuto in un periodo di transizione, in un tempo in cui tramontò un’epoca e ne sorse un’altra, Federico è al contempo uomo medievale e moderno; può essere considerato come l’ultimo imperatore del Medioevo e il primo principe del Risorgimento.
Altissimo fu il concetto della dignità imperiale e della propria autorità, ed è per questo che dedicò tutta la sua attività a quello che era lo scopo della sua vita e a quella che credette la sua missione: abbattere la teocrazia papale e dare alla potestà civile l’indipendenza e la supremazia; ma, a differenza degli imperatori che lo hanno preceduto, fu contrario all’ordinamento feudale e volle una monarchia quasi assoluta, in cui fosse accentrato il potere e, pur vivendo nell’ambito delle idee e dei princìpi della Chiesa, tese a studiare razionalisticamente i problemi della scienza e le verità della fede, e della religione non fece il fine ma lo strumento della sua politica; da ultimo Federico non fece, come gli altri sovrani tedeschi, il centro dell’Impero in Germania, ma stabilì questo in Italia e precisamente in Sicilia, e da qui governò i suoi vasti domini.
Restaurare l’autorità regia in Sicilia, rendere la potestà imperiale indipendente dal Papato, abbattere i comuni e unificare l’Italia sotto lo scettro della casa Sveva: questo il programma politico di un uomo assertore di uno stato civile, svincolato da un’autorità religiosa invadente e troppo amante del potere terreno.