Decreto del Senato
L. ARRUNTIO. STELLA. L. IULIO. MARINO. COS.
XIIII. K. NOV.
M'ACILIUS. PLACIDUS, L. PETRONIUS. FRONTO
IIII VIR. I.D.S.C. FERENTINI. IN. CURIA. AEDIS. MERC.
CURI. SCRIBUNDO. ADFUERUNT. Q. SEGIARNUS. MAE
CIANUS. T. MUNNIUS. NOMANTINUS
QUOD. UNIVERSI. V.F.T. POMPONIUM. BASSUM. CLARIS
SIMUM. VIRUM. DEMANDATAM. SIBI, CURAM, AB
INDULGENTISSIMO, IMP. CAESARE. NERVA. TRAIANO
AUGUSTO. GERMANICO. QUA. AETERNITATI. ITALIAE
SUAE. PROSPEXIT. SECUNDUM. LIBERALITATEM. EIUS
ITA ORDINARE. UT. OMNIS. AETAS. CURAE. EIUS. MERITO
GRATIAS. AGERE. DEBEAT. FUTURUMQUE. UT. TANTAE
VIRTUTIS. VIR. AUXILIO. SIT FUTURUS. MUNICIPIO
NOSTRO. Q.D.E.R.F.P.D.E.R.I.C.
PLACERE. CONSCRIPTIS. LEGATOS. EX, HOC. ORDINE
MITTI. AD, T. POMPONIUM. BASSUM. CLARISSI
MUM. VIRUM. QUI. AB.EO.IMPETRENT. IN. CLIEN,
TELAM. AMPLISSIMAE. DOMUS. SUAE. MUNI
CIPIUM. NOSTRUM. RECIPERE. DIGNETUR
PATRONUMQUE. SE. COOPTARI. TABULA
HOSPITALI. INCISA. HOC. DECRETO. IN. DOMO.
SUA. POSITA. PERMITTAT. CENSUERE
EGERUNT. LEGATI
A. CAECILIUS. A.F. QUIRINALIS. ET.
QUIRINALIS. F
Testo
Il 19 ottobre (dell'anno 101 d.C.), essendo consoli Lucio Arrunzio Stella e
Lucio Giulio Marino, i quatorviri incaricati di amministrare la giustizia,
Manio Acilio Placido e Petronio Frontone, convocarono il senato di Ferentino,
nella Curia del tempio di Mercurio. Intervennero, per la stesura del verbale,
Quinto Sergiarno Meciano e Tito Munnio Nomantino. Poiché tutti insieme (all'
unanimità) (i senatori) espressero il parere che l'illustrissimo uomo Tito
Pomponio Basso, presa a sé la cura (affidatagli) dal benevolentissimo imperatore
Cesare Nerva Traiano, Augusto, Germanico, per la cui (provvidenza) ha previsto
vita eterna alla sua Italia, che, secondo la sua liberalità debba così disporre
affinchè ogni tempo (possa) rendere grazie all'opera ed al merito suo, e,
siccome nel futuro, quest'uomo di tanta virtù potrebbe essere d'aiuto al nostro
Municipio, poiché piacerebbe che questo avvenisse, pertanto essi così
decretarono:
di decidere che siano inviati (a Roma) (due) senatori come legati,
all'illustrissimo uomo Tito Pomponio Basso, con questa disposizione che lo
preghino di accogliere, come cliente della sua grandissima casa, il nostro
Municipio e che si degni di farsi eleggere (suo) patrono, che acconsenta di
affiggere questo decreto su una ospitale tavola (di bronzo) incisa.
Decretarono.
Mandarono i legali Aulo Cecilio, figlio di Quirinale e (suo) figlio
Quirinale.
Traduzione

Iscrizione su lastra di bronzo di 43,5 x 35,8 cm rinvenuta, fissata ancora su un pilastro, nel 1558 a Roma sul Quirinale. Fece parte della Collezione Capranica che, acquistata dai Medici fu portata a Firenze dove si trova tutt' ora nel Museo Archeologico.