Entrņ
giovane nella Congregazione
dei Signori della Missione e fu ordinato sacerdote a San Giovanni in
Laterano nel 1937. Nel 1941
fu cappellano militare
del 4° reggimento d'artiglieria di
stanza a Laurana, ora in Croazia ma all'epoca in provincia di Fiume. Nel 1943
fu trasferito a Roma. Qui assisteva i ragazzi sfollati
dalle zone colpite dal conflitto che erano alloggiati nella scuola elementare
Ermenegildo Pistelli, situata nel quartiere Della Vittoria. Dopo l'8 settembre entrņ nella resistenza romana principalmente come
assistente spirituale, ma riuscģ anche ad aiutare procurando armi e
vettovagliamenti. Era in contatto con la "banda Fulvi", comandata da
un ufficiale dell'esercito italiano,
il tenente Fulvio Mosconi,
gruppo che era attivo a Monte Mario, e che
dipendeva da Giuseppe
Cordero Lanza di Montezemolo.
Segnalato
da un delatore(certo Dante Bruna, che ottenne in compenso 70 mila lire), fu
arrestato dalla Gestapo il 4 gennaio del 1944
al Collegio Leoniano
in via Pompeo Magno, in Prati
insieme all'amico Marcello Bucchi.
Fu detenuto a Regina Coeli
nella cella n. 382. Nel carcere era ospitato, nella stessa cella, Epimenio Liberi,
un commerciante 23enne nativo di Popoli che aveva
partecipato ai combattimenti di Porta San Paolo e che era entrato nelle
resistenza nelle fila del Partito d'Azione. La moglie era in attesa
del terzo figlio. I due strinsero amicizia e don Morosini scrisse in carcere
per il bambino che doveva nascere, una celebre "Ninna Nanna per soprano e
pianoforte". Liberi fu fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo. Sottoposto a torture, condannato
a morte fu fucilato il 3 aprile 1944 a Forte Bravetta. Nel plotone di esecuzione
composto da 12 militari della PAI (Polizia Africa
Italiana), all'ordine di "fuoco!", 10 componenti spararono
in aria. Rimasto ferito dai colpi degli altri 2, don Morosini fu ucciso
dall'ufficiale fascista che comandava l'esecuzione con due colpi di pistola
alla nuca. Fu accompagnato al patibolo dal vescovo
monsignor Luigi Traglia,
che l'aveva ordinato sacerdote sette anni prima.