Archivio
Notarile di Ferentino
Atti Giovan Battista Rosati
In Dei nomine Amen. Anno Domini 1641. Essendo Pontefice il
Papa Urbano VIII, nel 18 anno del suo Pontificato, al giorno 30 di Aprile. Essendo
che dell'anno 1639, sotto li 27 di Aprile fusse fatta la nova invenzione del
Corpo del Glorioso Santo Ambrosio martire, la di cui festa si celebra il 16 di
Agosto, protettore della città di Ferentino, come a pubblica vista del Clero,
Magistrato e Popolo della Città suddetta, con affluenza d'innumerabile Popolo,
che dalle Terre, Castelli e Città circonvicine che vi concorse, fu apertamente
e oculatamente visto, con la scrittura che in uno de i tre vasi in quali si
conservava detto S. Corpo, fu ritrovata della quale se ne fece un chiaro e
pubblico esemplare nel miglior modo che si potette leggere, e conservata nella
cassa con dui di detti vasi sotto l'altare esistente nella Cattedrale, sotto
l'invocazione di esso Santo, e del tutto ne fusse fatto pubblico istrumento per
mano del Sig. Gio. Batt.a Pietro Conte pubblico Notaio. E sii parimente vero,
che il Clero e Magistrati facessero resolutione e Decreto, di fare una statua a
cavallo d'argento conforme se ritrova dipinta nella facciata di esso altare, e
in molte altre chiese della Città suddetta, et che però si acquistassero molte
elemosine fatte dalla mano adiutrici dei fedeli et il Corpo Capitulare vi
concorresse in scudi cento ed il resto sino a compimento di scudi
novecentosettantadui sia stato contribuito dal Corpo della Città. Onde essendo
già stata fatta nella città di Roma per mano del Sig. Fantino Taglietto
eggregio argentiero e quella per gratia di Dio condotta nella città suddetta
davanti all'Ill.mo Ecc.mo Mons. Ennio Filonardi, Vescovo di Ferentino acciò
desse la sua Vescovile Benedittione, siccome alla presenza di esso Clero,
Magistrato ed altri Signori della Città diede, e volentieri benedisse. Dopo la
quale funzione, unitamente e devotamente havendola trasportata nella cappella
di esso Santo, l'hanno presentata e con vero e puro core donata al suddetto
Glorioso Santo Ambrosio Protettore, il quale come sopra unitamente con lacrime
pregano perché l'habbi a ricevere acciò intercedi per tutti li Cittadini e
fedeli in remissione de loro peccati. E successivamente li Sigg. Cavalier
Giovanni Francesco Ruberti Capo Priore, Sigg. Antonio Fabrizi, Mario Zampinetti
e Giovanni Battista Frezza, Priori l'hanno in nome di tutto il pubblico
consegnata alli molto Rev. di D. Giovanni Batt.a Cuneo e D. Gio Matheo Cascese
della detta Chiesa Cattedrale Mensarii presenti e recipienti in nome di Mons.
ill.mo Vescovo e Canonici di detta Cattedrale, alla presenza del Molto illustre
e molto Rev.do D. Tarquinio Muccosio, Vicario Generale; et acciò per l'avvenire
sii ben custodita e maneggiata da persone, le quali habbiano integrità, stante
che ne si mettono delle sante ossa nella statua suddetta di esso santo Martire
protettore di questa Città che però oltre la parte di esse Sante Reliquie se
retrovano fuora el suo altare, si è stabilito di alzar di novo il lapide che
copre esso altare sotto del quale in una cassa si conservano in dui vasi le
reliquie di esso Santo con la sua scrittura da annotarsi qui sotto seguita sarà
detta attiene, che sarà piacendo a Dio, primo di Maggio, doveranno per
l'avvenire cosi d'accordo stabilitesi taccino tre chiave con le serrature
diverse l'una dall'altra, de le quali una ne tenghi l'ill.mo Mons. Vescovo, una
li Mensari e l'altra il Magistrato, che è o sarà prò tempore, che però piaccia
alla Divina Maestà, che per mezzo dell'intercessione di esso Santo Martire
protettore, riceverla in remissione dei nostri peccati come sopra. Il costo o
peso di detta statua si come n'hanno passato nota il Sig. Giulio Ghetti e il
Sig. Mario Zampinetti Priori e cioè il cavallo di peso di libre quaranta tre et
onze quattro, la statua del santo suddetto di peso di libre ventitré et
onzeundeci il calo di detto argento libre doi et onze nove unito tutto il peso
con il calo sono libre settanta a scudi dieci e baiocchi sessanta la libra che importa settecento quaranta
dui scudi. Il modello scudi trenta, la manifattura di suddetta statua e cavallo scudi duicento. In tutto sono scudi
novencento settantadue .....
Fatto questo nella Città di Ferentino nell'istessa
cappella di esso Santo esistente nella
Cattedrale della suddetta Citta, alla Presenza delli Sigg.ri Mensari, Vicario e
Magistrato e Sig. Giulio Ghetti e delli Sig. Carlo Tibaldeschi e Cavalier
Tomasso Bagalè teste.
E seguita la stipulazione della suddetta scrittura, hanno
unitamente cantato il Tè Deum laudamus in detta Cappella.
Gio. Batt.a Rosati Not. rog.