Testamento di A. Q. Prisco – 5853.X C.I.L.


TESTO

A. QUINCTILIO A.F. PAL. PRISCO IIII VIR. AED. POTEST. IIII VIR. IURE DIC. IIII VIR. QUINQ. ADLECTO EX S.C. PONTIF. PRAEF. FABR. (HUIUS OB EXIMIAM MUNIFICENT. QUAM IN MUNIC SUOS CONTULITSENAT. STATUM PUBLICE PONEND IN FORO UBI IPSE VELLET CENSUERE H.A.I.R. HIC EX S.C. FUNDOS CEPONIAN ET ROIANUM ET MAMIAN. ET PRATUM EX OSCO AB R P REDEM HS LXX M.N. ET IN AVIT. R.P. REDDID. EX QUOR, REDITU DE HIS IV M CO QUODANN (I) S VI ID. MAI. DIE NATAL. SUO PERPET. DARETUR PRAESENT MUNICIPIB. ET INCOL. ET MULIERIB. NUPTIS CRUSTUL.P.I. MULSI HEMIN ET CIRCA TRICLI. DECURIONIB. MULSUM ET CRUST. ET SPORTUL HS X N ITEM PUER. CURIAE INCREMENT. ET VI VIR. AUG. QUIBUSQ U V E CRUST MULSUM ET HS VIII N. ET IN TRICLIN. MEO AMPL, IN SING. H HS I N ET IN ORN STATUAE ET IMAG. MEAR. RES P. PERPET. HS XXX N, IMPEND. ARBITR, IIII VIR. AEDILIUM CURA FAVORABIL. EST SI PUER. PLEBEIS SINE DISTINCTIONE LIBERTATIS NUCUM SPARSION. MOD. XXX ET EX VINI URNIS VI POTIONUM EMINISTRATION. DIGNE INCREMENTIS PRAESTITERINT
Testamento di Aulo Quintilio Prisco

TRADUZIONE

Ad Aulo Quintilio Prisco, figlio di Aulo, (della tribù), Palatina, Quatuorviro di edilizia potestà, Quatuorviro per l’amministrazione della giustizia, Quatuorviro quinquennale aggiunto per decreto del Senato, Pontefice. Prefetto dei fabbri. Per la sua esimia liberalità che usò verso i suoi concittadini, i Senatori decretarono di erigergli una statua, a spese dello Stato, nel Foro, dove egli stesso volesse. Accettato l’onore, se ne addossò egli la spesa. Questi, per decreto del Senato, riacquistò dallo Stato i Fondi di Ceponiano, Roiano, Mamiano e Prato (dal territorio) Osco,per 70.000 sesterzi e (li) restituì alloStato, (un tempo) dei suoi avi. Dalla (loro) rendita, di 4.000 sesterzi, in ogni anno censuale, (ogni cinque anni),egli stabilì che nel sesto giorno prima delle idi di maggio (10 maggio), nel suo giorno natale, si desse sempre ai presenti, concittadini, agli abitanti ed alle donne sposate una libbra di focaccia, una emina di vino melato; ai decurioni (riuniti) intorno ai triclini, il vino melato, la focaccia ed una sportella di 10 sesterzi e cosi pure ai fanciulli, accrescimenti (speranze future) della Curia (senatoriale); ed ognuno dei Seviri Augustali deve gustare insieme la focaccia; il vino melato e (riceva) 8 sesterzi; ed in più,nel mio triclinio, (sia dato) ad ogni uomo un sesterzo; e, per l’ ornamento della statua e delle mie effigi, lo Stato somministri perpertuamente, a giudizio dei Quatuorviri, sotto la cura degli Edili 30 sesterzi. E’ cosa gradita se, ai fanciulli plebei, senza distinzione di libertà (senza alcuna esclusione) con gli accrescimenti (della rendita), siano assicurate degnamente la distribuzione di 30 moggi di noci e la somministrazione di bevande di vino (contenute) in 6 urne.