Generale



ETIMOLOGIA

I più legano il nome Ferentino alla fertilità del luogo (dal latino ferre: produrre), altri ad un mitico fondatore non ben identificato: Ferentio o Falerno.
Certamente Ferentino era ed è caratterizzata dall’abbondanza di acqua (basti pensare alle romane Terme di Flavia Domitilla ed alle attuali Terme Pompeo) e quindi dalla grande fertilità del terreno.
Fu, dunque, l’acqua l’elemento primario da valutare per la fondazione di una città come Ferentino ed il nome latino terminante in –inum sta a significare, appunto, sorgente.
Potrebbe essere fatto un parallelo anche con il nome di Firenze che deriva dalla stessa radice della nostra città, indicante appunto il legame con l’acqua. D’altra parte è ben attestato in Italia centrale il culto della dea Feronia, divinità preromana comune ai Sabini, agli Umbri, agli Etruschi e ai Volsci alla quale erano sacre le fonti, simbolo di eterna primavera, protettrice delle messi e della fertilità, il cui nome è originariamente un attributo di divinità delle acque fondatrici.

LA STORIA

Ferentino sorge su una collina a 393 m. sul livello del mare. È circondata tutt’intorno da monti e il suo territorio si estende nella valle del Sacco.
Fortezza degli Ernici nel VI secolo a.C circa, e caposaldo dei Volsci nel V, il nome Ferentinum appare nella storia a partire dal 413 a.C nei testi di Tito Livio e, dopo essere stata occupata dai Volsci, fu riconquistata dal console L. F. Medullino e nel 361 a.C fu occupata dal console C. Licinio Calvo.
Nel 306 a.C non partecipò alla ribellione capeggiata da Anagni contro Roma, ma rimase sua alleata e conobbe in quel periodo pace e splendore, a fianco ed in perfetta alleanza con Roma.

Nel 211 a.C fu distrutta da Annibale e nel 193 a.C circa le venne assegnato il titolo di Status Coloniale.

Nel 90 a.C dopo la Guerra Sociale, ottenne l’onore della cittadinanza romana e venne iscritta nella Tribù Publicia.
Tra 314 e 335 d.C fu sede della prima Curia Vescovile fondata da Papa San Silvestro.
Successivamente, con il declino dell’Impero Romano (476 d.C), conobbe periodi bui, accompagnati da saccheggi e devastazioni ad opera dei popoli barbari (Goti – V secolo e Saraceni – IX secolo), oltre a pestilenze, abbandono e miseria.

Ferentino fu, inoltre, annoverata tra le più antiche Diocesi del Latium Adiectum e principale sede del Rettorato di Campagna e Marittima.

Nel Medioevo, quando dal Ducato Romano passò al Potere Temporale della Chiesa, seguì per la città un periodo di ricostruzione sociale, politica ed economica.

Nel XIII secolo, infatti, legheranno il nome a Ferentino sovrani – quali Luigi VII Re di Francia – e condottieri come l’imperatore di Svevia Federico II, oltre a Papi come Pasquale I (817-824), Pasquale II (1099-1118), Eugenio III (1145-1153), Alessandro III (1159-1181), Innocenzo III (1198-1216) – che volle Ferentino capoluogo ed importante Diocesi dell’allora unica provincia di Campagna e Marittima – ma anche Onorio III (1216-1227) che tenne un congresso insieme a Federico II e Giovanni di Brienne Re di Gerusalemme, e infine Urbano IV (1261-1264).

Tra il 1556 e 1560, Ferentino fu espugnata dagli Spagnoli che demolirono quasi totalmente la città e parte delle sue mura: essa fu ridotta, dunque, a miseria e desolazione.

Le prime opere di risanamento furono effettuate nel XIX secolo; per munificenza di Papa Pio IX (1846-1878)1 e nel giro di poco più di mezzo secolo, Ferentino riprese di nuovo l’aspetto di una città piacevole ed importante.

LO STEMMA

stemma

Lo stemma di Ferentino, ossia il giglio bianco su fondo rosso risale probabilmente a tempi precedenti la romanizzazione.
Se è vero che il giglio compare in araldica solo nell’Alto Medioevo, è indubbio che rappresenti un simbolo molto più antico. Lo stesso Plinio lo ricorda come geroglifico di fertilità ed abbondanza in quanto presenta nella radice cinquanta germogli; il giglio rappresenta, inoltre, un fiore legato alla Grande Madre e alla civiltà matriarcale, nella fase successiva patriarcale si trasforma in simbolo fallico.
Non è un caso che sia Ferentino, che Firenze e Ferentillo abbiano mantenuto nello stemma civico il giglio, a ricordo della loro essenza di città ricche di acqua e produttrici di fertilità.
Si è anche sostenuto che lo stemma di Ferentino abbia avuto origini gentilizie, derivazione dello stemma di una famiglia o di un personaggio importante della città. Non a caso, i sigilli e le monete di Gregorio da Monte Longo o i motivi ornamentali ricorrenti nelle pitture di Palazzo Bonifacio VIII ad Anagni, presentano come elemento decorativo il giglio.

SCHEMA URBANISTICO

Lo schema urbanistico deriva essenzialmente dal castrum: le due principali strade di comunicazione sono denominate cardo (orientamento nord-sud) e decumano (orientamento est-ovest). Queste due arterie dividevano le città romane2, formando tra loro un angolo retto: al loro incrocio si apriva il foro, ossia il centro religioso e civile. Tutte le altre strade, pertanto, si sviluppavano secondo un tracciato parallelo al cardo ed al decumano.


1 Il Papa del Sillabo, ossia, la condanna di tutte le dottrine anticattoliche – dal panteismo al naturalismo ed al razionalismo.
2 Lo schema urbanistico delle città greche era essenzialmente a scacchiera, detto anche ιπποδαμέο.