Pio IX (1846-1878)


Marchigiano di origine, visse il sogno di una rinnovata repubblica, decretando la fine del potere temporale dei papi; sogno durato molto poco, in quanto la storia d’Italia andò avanti con gli eventi turbinosi del suo tempo e Pio IX assistette impotente alla perdita dei diritti ecclesiastici dapprima nel Regno di Sardegna, poi nell’intera Nazione. Con il passare del tempo gli eventi precipitarono – dalle Leggi Siccardi del 1850 del governo piemontese di D’Azeglio – con la perdita del diritto del foro ecclesiastico e di asilo – a quelle di Cavour del 1855 – relative alla soppressione degli ordini religiosi non dediti alla predicazione e alla confisca dei beni. Da qui la fase del concetto di libera chiesa in libero stato che Pio IX non accettò mai, neanche quando Cavour cercò di convincerlo come l’indipendenza della chiesa si sarebbe raggiunta con la leale separazione tra potere civile e potere religioso.
Il pontefice è noto anche per la pubblicazione della Bolla Quanta Cura e del Sillabo, ossia l’elenco di ottanta proposizioni per la ricorrenza della solennità dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre 1864. Nel Sillabo vennero condannati il liberalismo della seconda metà dell’Ottocento, le eresie riproposte nelle idee del tempo, l’ateismo, il comunismo, il socialismo e l’indifferentismo.
Pio IX legò il suo nome a Ferentino in quanto permise opere di risanamento della città dopo la distruzione ad opera degli Spagnoli avvenuta nel XVII secolo; opere iniziate già nei primi decenni del 1700, ma dalle quali la città non aveva mostrato segni di ripresa, in quanto ridotta a miseria e desolazione. Grazie al pontefice Pio IX Ferentino – nel giro di poco più di mezzo secolo – prese di nuovo l’aspetto di una città piacevole ed importante.
Di notevole importanza è la presenza, nella cattedrale, della decorazione dell’arco trionfale, completata negli spazi triangolari inferiori dalle raffigurazioni, a destra, dello stemma episcopale del Vescovo Bianconi e a sinistra dallo stemma pontificio di Pio IX
Pio IX