Desiderio De Angelis (1743-1811)


Nato a Ferentino nel 1743 da una famiglia contadina proprietaria di piccoli appezzamenti di terreno.
Della sua formazione artistica non si conosce nulla, essendo stato poco studiato il Settecento ferentinate, che ha comunque fatto registrare nella città ernica la presenza di Francesco Queirolo cui si deve la realizzazione nel 1750 del monumento sepolcrale per il Vescovo Fabrizio Borgia.
Desiderio De Angelis – pur se non si ha specifico riferimento nelle fonti storiche – frequentò a Napoli i corsi della Reale Accademia del Disegno voluta da Carlo di Borbone nel 1752. Partecipò ai lavori della decorazione della Reggia del Vanvitelli a Caserta ma le fonti consentono di riferire a Desiderio solamente i rilievi a stucco che ornano un Gabinetto dell’avancorpo orientale della facciata, eseguiti probabilmente nel 1787.
Nel 1790 fu nominato docente nella Reale Accademia di pittura di Napoli e dipinse la tela con il Martirio di Sant’Ippolito firmata e datata 1790 destinata all’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito a Ferentino. Il dipinto gli fu sicuramente commissionato dal parroco della suddetta chiesa nonché suo cugino – Don Fedele De Angelis – e raffigura al centro il Santo per terra trascinato da due cavalli istigati da un palafreniere: il martire romano è qui raffigurato con gli attributi di un soldato, ossia con l’elmo, la clamide ed il gladio in primo piano. Il dipinto ha uno sviluppo ascensionale, verticale, ed il soggetto è poco o nulla rappresentato nell’iconografia settecentesca. Dopo aver eseguito diverse opere per la Reale Accademia di Napoli, eseguì nel 1801 la grande pala per l’altare dell’Abbazia di Santa Maria Maggiore, firmata e datata, ora posta nella parete di controfacciata della chiesa stessa.
La letteratura locale ferentinate assegna al De Angelis un cospicuo numero di altre opere, in particolare le tele anonime della chiesa di Sant’Agata, in parte distrutte dai bombardamenti dell’ultima guerra e riconoscibili solo in foto. Inoltre, è considerato l’autore della tela raffigurante San Girolamo e San Giovanni Battista situata nella chiesa di San Valentino.
Non si hanno più sue notizie dal 1811, probabile anno della sua morte.
Sant' Ippolito