I Templari


templari

L’ordine templare nel Lazio Meridionale

L’estrema frammentarietà delle fonti storiche non facilita il delineamento in modo soddisfacente della strategia insediativa dell’ordine templare nel Lazio Meridionale. È comunque interessante notare come la presenza della militia templi debba essere correlata alle vicende del papato e al ruolo svolto dalla provincia di Campagna e Marittima nel processo di costruzione del dominio temporale della chiesa. Non è un caso che proprio tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, i pontefici individuarono con maggiore frequenza nell’Ordine Templare un sicuro sostegno, oltre che un fidato presidio a controllo dei punti nevralgici del territorio. Pertanto, la diretta presenza di alcuni pontefici contrassegnata dall’itineranza della sede pontificia tra Veroli, Anagni e Ferentino, finì per rivelarsi un modo efficace per garantire un più stabile assetto all’intero Lazio Meridionale in un periodo comunque complesso per il potere papale.

Ma chi erano in realtà i Templari?

I Templari, o meglio, i Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonici, erano cavalieri nati nell’Anno Domini 1119, come ordine monastico-militare; la loro struttura prese ispirazione dall’ordine cistercense e sostegno dalla figura più rappresentativa che proprio in quegli anni di fondazione caratterizzava la cultura europea, ossia il predicatore e teologo, nonché fondatore dell’Ordine Cistercense, Bernardo di Chiaravalle, che quasi subito divenne loro convinto sostenitore. Nel suo De laude novae militiae, infatti, indicò ai cavalieri le attività da svolgere in tempo di pace e di guerra e l’abbigliamento da indossare nelle varie circostanze che consisteva in una veste bianca – tipica dei monaci cistercensi – sormontata da una croce rossa. Questi cavalieri erano, sostanzialmente, frutto di un tentativo di compendiare i due ordini dei bellatores – coloro che combattevano – e degli oratores – coloro che pregavano. Dunque, un tentativo di coniugare, cosa inedita per la cristianità, la figura e gli ideali del monaco con quelli del cavaliere. Nacque, in questo senso, qualcosa di totalmente nuovo e divenne realtà il miles Christi, il soldato di Cristo.
Oltre i tre classici voti degli ordini monastici – povertà, obbedienza e castità – essi adottarono la regola benedettina e cistercense. Vennero reclutati soprattutto tra i giovani della nobiltà, desiderosi di impegnarsi nella difesa della cristianità in Medio Oriente. La loro missione consisteva, infatti, nelle difesa dei luoghi santi e nella protezione dei pellegrini.

I Templari a Ferentino

Le testimonianze dei primi insediamenti o del semplice passaggio dei Templari nelle zone del Lazio Meridionale è avvalorata dalla presenza di alcuni simboli grafici che erano soliti apporre.
Tra questi i più diffusi erano la Croce del τ(tau) e la Triplice Cinta.
Per quanto concerne il simbolo del τ, è fondamentale sottolineare che l’Ordine dei Templari era stato preceduto da altri ordini religiosi assistenziali come gli Antoniani e gli Ospitalieri del τ, ossia gli Ospitalieri di Sant’Antonio Abate 1. I significati che la chiesa di Roma attribuiva al τ erano: simbolo della vera croce, signum salutis e signum potentiae.
In particolare a Ferentino nella chiesa di Sant’Antonio Abate è presente una croce a τ – simbolo, appunto, dell’Ordine Ospedaliero di Sant’Antonio Abate oltre ad un simbolo del Sanctus Spiritus.

Inoltre a Ferentino sono visibili tracce di simboli rappresentanti triplici cinte templari e precisamente:
• Due sul muretto di fronte all’antico Mercato Romano Coperto;
• Nel criptoportico scavato nell’imponente basamento delle mura ciclopiche: sul terrapieno a destra si nota una pietra più chiara con un frammento di triplice cinta e altri due sul muretto all’uscita del tunnel;
• Tre sui gradini dell’ingresso del monastero delle clarisse;
• Una sulla scalinata di accesso alla chiesa di San Pancrazio;
• Una sul muro perimetrale che chiude la piazzetta antistante l’ingresso della chiesa di Santa Maria Maggiore;
• Una stella polare ad otto punte visibile sul pavimento del ripiano centrale che conduce alla chiesa di Santa Maria dei Cavalieri Gaudenti al lato del palazzo appartenuto al medesimo ordine, e alla base del muro si nota un’altra triplice punta.

1 Padre del monachesimo orientale e primo degli abati, uno dei più illustri eremiti, nato in Egitto nel 250 d.C e morto ultracentenario nel 356.