Il fischietto – Gli ciufalittu


la Ciociaria è stata storicamente un territorio ricco di centri di produzione di ceramiche di uso popolare, tra questi Ferentino con le sue fornaci (ultime rimaste le Antiche Fornaci Giorgi).
A partire dal secondo dopoguerra – vi è stato un veloce declino delle botteghe artigiane, che già a fine anni ’80 erano completamente scomparse.
All’inizio di quel decennio, Paola D’ Orazio e Roberto Tersigni erano due giovani affascinati dalla ceramica popolare. Si rendevano conto che questa tradizione produttiva andava rapidamente scomparendo dal territorio, e prima che fosse troppo tardi decisero di intraprendere una ricerca: visitarono i luoghi di produzione e di smercio, individuarono gli ultimi artigiani, e iniziarono a frequentarne le botteghe.
E’ a loro che dobbiamo la riscoperta del nostro “ciufalittu” conservato presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari.
Esso rappresenta un cavallo privo di cavaliere e dalle forme semplici ed essenziali.

cavalluccio

Legato a questo oggetto si racconta un aneddoto:

Un pastore era seduto a controllare il suo gregge quando, da lontano, vede il compare che, vestito a festa si recava in paese per la fiera e, non appena vicino gli chiede: “Cumpà, alla fiera comprumu nu ciufalittu accusì ogni tantu mu facci na ciufulata doppu quandu ruè tu rudoncu gli bocchi” (Compare, alla fiera comprami un fischietto così, visto che sto sempre da solo ogni tanto mi metto a suonare poi quando torni ti ridò i soldi)…..
Il compare torna dalla fiera e, atteso dal pastore gli risponde: “Cumpà mu so propria scurdatu” (compare, mi sono proprio dimenticato)…..
Passa un po’ di tempo e si ripete la stessa scena ma questa volta il pastore dice: “Cumpà, aspetta ca tu doncu gli bocchi!” (aspetta che ti do i soldi) al che il compare risponde “Cumpà mo si ca ciufuli!” (adesso si che ti farai la tua suonata….)

Genius Loci – Paola D’ Orazio e Roberto Tersigni