La Ricamatrici


ricamatriceIl ricamo ad ago era praticato dalle donne di Ferentino sin dalla prima adolescenza.
Lenzuoli, tovaglie, asciugamani, camicie e “vitarelle” (sottane), tutto quanto sarebbe servito al futuro corredo di sposa, veniva preparato per tempo e ricamato con amore in casa e, in seguito, nei laboratori aperti alla gioventù dalle “Figlie della Carità” o dalle “Munichelle” (suore francescane).
Orlo a giorno, giglietto, punto quadro, punto erba, punto Rodi, punto Palestrina, punto a croce, punto pieno e intaglio erano i vari nomi che si davano ai vari punti impiegati. Occorrevano, per eseguirli, semplici strumenti : ago, filo, ditale, forbicine e tamburella. Completavano e arricchivano il corredo preziosi merletti fatti ad uncinetto, a ferri, ad ago a filèt (specie di rete). Coperte, asciugamani, copriletto, rovescine, tende, centri e tramezzi, a lungo lavorati, a lungo conservati nelle artistiche casse di noce, rivedevano la luce solo un mese prima delle nozze per il bucato e l’apparecchiatura finale. ricamatrici
Per secoli lo stesso programma, tramandato da madre in figlia, le stesse operazioni compiute alle scadenze, come un rito. Era commovente pensare alla pazienza, alle ore di lavoro che erano costate quelle meraviglie di disegni, di stelle, di foglie, di fiori, di fiocchi, di uccelli, di farfalle, di putti … ora biancheggianti al sole.
Oggi non si ricama più; poche sono le ricamatrici di professione. Quasi tutte le donne però hanno ripreso in mano l’uncinetto, attratte da questo semplice ma prodigioso arnese!
Sapranno uguagliare la bravura delle loro ave ? Speriamo!

 
 
Maria Celani Alessi da “Arti e Mestieri di Ferentino di Ieri