La Matarazzara


la matarazzara
La matarazzara era la donna che confezionava materassi usando un’apposita tela alla quale, in precedenza, aveva dato una forma rettangolare.
Dopo aver dato alla tela la forma voluta, essa veniva riempita di lana di pecora (lavata, asciugata e scardassata — “scardita”).
Il materasso veniva, poi, livellato e cucito con filo di refe (tranciafilo). All’estremità del filo, che doveva trapassare il materasso, veniva applicato un mazzetto di fili di cotone per evitare che la tela si strappasse.
Si formavano così le pagnotte1.
Le famiglie più agiate possedevano due materassi di lana, le meno agiate ne possedevano uno di lana e uno di crine vegetale (tipico del luogo), le meno abbienti, infine, avevano un solo materasso “pagliaricci” più alto del normale e pieno di cartocci di granoturco, “spogli”.
Esso aveva un’apertura centrale ed era perciò necessario rimuoverlo tutte le mattine per ridargli la forma originaria.
A tale scopo la matarazzara lasciava, agli angoli delle tasche dove si potevano infilare le mani per provvedere alla suddetta operazione.

 
 
materassaia
 
 
Maria Celani Alessi da “Arti e Mestieri di Ferentino di Ieri
 
 

1pagnotte = rigonfiamenti regolari del materasso della grandezza e forma di una pagnotta di pane.