La Balia


la balia

Molte donne del recente e lontano passato esercitarono questo mestiere. La nota e risaputa buona salute, prosperità e forza della donna ciociara, orientavano famiglie di fuori, specie di Roma a cercare nella nostra città la balia per il piccolo che, per qualunque motivo, la madre, non poteva allattare.
Presi gli accordi con la “Mannarina” e lasciato semidivezzo il proprio piccolo, la Ferentinese, con la tristezza nel cuore, ma con la speranza di tornare con un bel gruzzolo, lasciava la sua casa per allevare il figlio di un’altra.
Agghindata come una sposa, nel suo bel costume, al collo le perle di corallo che davano maggior colore al suo volto rosato, si presentava alla famiglia forestiera che gioiva nel notare la salute che sprizzava da tutti i pori.
Difficoltosi i primi contatti col nuovo figlio, diversi i problemi da affrontare : di digestione del piccolo che doveva abituarsi ad un latte non suo , di ambientazione della balia ciociara trapiantata in città, ecc.
I primi giorni erano tristi per tutti, poi ci si abituava ; le notizie dal paese erano buone: il piccolo cresceva bene accanto alla nonna e alla sorella maggiore; i signori erano soddisfatti delle prestazioni della balia, il bambino digeriva bene e la cercava.
I premi fioccavano : al primo dentino, ai primi passetti, alla prima parola balbettata.
Al termine del baliatico, la Ferentinese tornava a casa senza le cioce, senza il suo costume ciociaro, solo i coralli la distinguevano ; i signori l’avevano rivestita da capo a piedi, le avevano fatto una dote di biancheria da maritarci una figlia; le scarpe a mezzo tacco e il vestito intero le davano l’aspetto di una prosperosa cittadina.
Il pagamento era stato ottimo ed era valsa la pena sacrificarsi. I rapporti tra le due famiglie duravano a lungo. La balia trovava sempre nella famiglia che aveva servito un appoggio per qualunque necessità.
Il mestiere di “Balia” o baliatico è caduto con l’allattamento artificiale. Una variazione del baliatico vero e proprio era quella del baliatico asciutto.
La ” Balia asciutta ” non allattava ma lo prendeva già divezzo o grandino e lo allevava fino ad una età indefinita.
La balia asciutta non lasciava la sua casa ma allevava i nuovi piccoli (potevano essere anche più di uno contemporaneamente) insieme ai suoi, percependo un compenso mensile dalla famiglia affidante o dai Brefotrofi, tramite il Comune (Figli du Sa Spirdu).
Le nuove leggi sull’assìstenza minorile e sull’adozione hanno annullato questo mestiere.

 
 
Maria Luisa Celani da “Arti e Mestieri di Ferentino di Ieri”