Gli ‘Mbrullaru


gli 'mbrullaru
Conosciuto anche come “Accommapiatti-Scifurottu”
Era uno dei mestieri più modesti, poco lucroso e disagiato.
L’artigiano passava di tanto in tanto per le vie di tutta la città ripetendo a brevi intervalli il grido: “eccu gli mbrullaru accommapiatti scifu rottu – Chi vo mettu la tela alla sutuccia?)”. Portava a tracolla una cassetta di lamiera arrugginita piena di chiodi, ombrelli vecchi, matasse di filo di ferro e attrezzi di lavoro tra cui il più importante, il trapano a mano, di fattura artigianale molto primitiva. Sembrava un giocattolo; il punteruolo di ferro innestato sul legno girava un pò a destra e un pò a sinistra per lieve pressione della mano sulla impugnatura da cui partivano due cordicelle che, aprendosi dirigevano il movimento del punteruolo stesso. Chiuso, era poco più lungo di un palmo, aperto assumeva la forma di una trottola.trapano a mano
Fatti i buchi sugli oggetti da riunire, egli procedeva all’operazione di sutura. Con le pinze tagliava un segmento di filo di ferro, lo faceva passare tra i due fori e sul rovescio dell’utensile lo attorcigliava per bene e lo appiattiva. Piatti di terracotta rotti, scife1 spaccate, non erano allora tanto facilmente destinate alla spazzatura.
La modestia di vita, la parsimonia del nostro popolo esigevano gli “accomma-piatti-scifurottu” che erano bravissimi anche nel riparare ombrelli e nel rimettere la tela al setaccio della farina.

 
 
Maria Celani Alessi da “Arti e Mestieri di Ferentino di Ieri
 
 

1 scifa = utensile artigianale ricavato tutto intero dal legno; piuttosto rettangolare e piatto con bordi alti serviva a molti usi: per condirvi gli gnocchi e la polenta, per la lievitazionoe del pane ecc.